13.10.07

Stile di comportamento PASSIVO

00:00:39, Aree di intervento: Assertività  

CARATTERISTICHE DEL COMPORTAMENTO PASSIVO

Un collega ci fa una richiesta, vorremmo rifiutare, ma accettiamo lo stesso. Proviamo disagio nel rifiutare e non sappiamo dire di “no”. Abbiamo paura di offendere o che l’altro ci rimanga male. In alcuni casi, abbiamo paura di deludere, di perdere la stima e la considerazione di amici, colleghi, parenti ed estranei.
Viviamo, così, situazioni che in realtà non vorremmo vivere, per poi arrabbiarci con noi stessi perché non siamo stati in grado di rifiutare.
Possiamo inventare scuse, bugie e tentiamo di giustificarci, accettiamo un invito per poi telefonare e scusarci mille volte per un malore improvviso, che ci impedisce di rispettare l’impegno preso.

Non facciamo richieste, perché viviamo con la paura costante di disturbare gli altri o temiamo di ricevere un “no”.

Facciamo fatica nel gestire le insistenze di un abile venditore, alla fine acquistiamo oggetti che non ci piacciono o che non ci interessano. Altre volte ci sentiamo in dovere di acquistare perché la commessa è stata particolarmente gentile e disponibile. Sarebbe non educato uscire dal negozio senza aver comprato nulla.

Ci fanno un complimento, proviamo disagio e non siamo in grado di rispondere oppure iniziamo a sminuire il complimento ricevuto.

“Che bella maglia” “Si, ma punge un po’”.

Allo stesso modo non facciamo complimenti alle persone, perché non ci osiamo e non sappiamo cosa dire.

Siamo nel bel mezzo di una discussione, vorremmo esprimere il nostro punto di vista, ma stiamo zitti. Abbiamo probabilmente paura di non dire cose sensate e consideriamo gli altri più bravi e più capaci di noi. Se ci sforziamo di parlare, non riusciamo fino in fondo a difendere il nostro punto di vista. Allora non resta che tacere!

Facciamo fatica a fare proposte. A noi va sempre bene tutto!

“Andiamo al cinema?” “Va bene”
“Cosa vuoi fare questa sera? “ “Ma, non so. Per me va qualsiasi cosa”

Probabilmente non vogliamo metterci in gioco più di tanto, non vogliamo assumerci delle responsabilità. Cosa succede se proponiamo ed insistiamo per andare al mare ed inizia a piovere arrivati a destinazione?
Gli amici potrebbero lamentarsi e sottolineare che sarebbe stato meglio andare da un’altra parte? Proviamo a riflettere un attimo: ma se la stessa proposta l’avesse fatta la nostra amica, avremmo brontolato, ci saremmo lamentati, o avremmo espresso giudizi negativi?

“No, può succedere. Pazienza! Non si può sapere in anticipo come andranno le cose”.

Bene! Ma allora, perché non riusciamo a dire le stesse belle frasi anche a noi stessi?

Riceviamo delle critiche, veniamo accusati, ma non riusciamo ad avere la battuta pronta, le parole giuste da dire. Dopo pensiamo e ripensiamo a tutte le frasi che avremmo potuto dire, ma che non abbiamo detto. La rabbia cresce sempre di più. Ancora una volta non siamo stati in grado di ribattere.
A volte può succedere che emettiamo comportamenti aggressivi, per sentirci subito dopo in colpa e dispiaciuti. Chiediamo scusa e ritorniamo ai nostri soliti comportamenti passivi.

Siamo molto propensi al sacrificio, siamo disponibili ad aiutare gli altri, a soddisfare le loro esigenze e richieste. Alla fine gli altri vengono prima di noi. Così, i nostri bisogni e i desideri non espressi, non vengono soddisfatti.
Subire le situazioni e gli altri è per noi una fonte di sofferenza: proviamo frustrazione, rabbia, ci sentiamo impotenti, tendiamo a svalutarci e la nostra insicurezza e la bassa autostima diminuiscono ancora di più.

Certo, gli altri ci considerano delle persone gentili e cordiali, i colleghi che tutti vorrebbero avere, l’amico disponibile su cui contare. La persona che ama il quieto vivere, non litigiosa, educata e molto rispettosa degli altri.

A quale prezzo? Consideriamo, anche gli svantaggi ed i costi che la persona passiva deve pagare.

Spesso ci sentiamo “sfruttati” e non stiamo bene con noi stessi!

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Starbene: mente-corpo

Dott.ssa Maria Narduzzo
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