Categoria: Disturbo Ossessivo Compulsivo

07.05.10

Il mio DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo) mi fa sentire SPORCA, una “POCO DI BUONO”

10:22:40, Aree di intervento: Ansia, Paure, Fobie, Disturbo Ossessivo Compulsivo  

Sono SPORCA, una “POCO DI BUONO”

Martina è una giovane donna di circa 30 anni, da 10 anni soffre di Dissturbo Ossessivo Compulsivo(DOC).

Tutta la sua vita, i suoi pensieri, le sue emozioni e i suoi comportamenti sono condizionati dal suo disturbo ossessivo. Martina non ha la libertà di truccarsi, vestirsi in modo femminile, fumare, bere un caffè al bar, passeggiare serenamente per la strada, abbracciare un amico, un bambino e di lavorare.

Si attivano i suoi pensieri ossessivi, non desiderati, non voluti, amorali che le creano livelli di ansia pazzeschi. Lei si sente, così, sporca e un senso di schifo l’assale per cui DEVE emettere rituali per risistemare i suoi gesti e pensieri (compulsioni). Solo così, alla fine potrà sentirsi pulita, onesta, ma SOLO TEMPORANEAMENTE.

PENSIERI OSSESSIVI

“… non ti truccare prima di uscire da casa, perché vorresti truccarti, per piacere agli uomini? A si, tu vuoi piacere agli uomini!!! Cosa pensi di fare con loro? Vorresti andarci a letto?
Quando cammini per la strada abbassa lo sguardo, sistema i piedi a papera, metti i capelli dietro le orecchie ed indossa abiti larghi e mascolini, non vorrai mica piacere agli uomini!!! E’ passato un ragazzo, come mai ti sei toccata i capelli, volevi essere carina per lui? Lo hai fatto di proposito perché volevi piacere a quel ragazzo, sei una troia, sei una schifosa, sei una puttana …”

EMOZIONI

Martina sta male, piange, si sente in colpa, l’ansia si alza in modo incredibile. Non vorrebbe avere quei pensieri.

COMPORTAMENTO (COMPULSIONI)

Martina deve RIVEDERE, CONTROLLA e RICONTROLLA MENTALMENTE per verificare se effettivamente si è toccata i capelli proprio mentre passava il ragazzo. Si siede per terra in un angolo della cucina, con le mani tra i capelli, RIPERCORRE per poi dirsi “no, è tutto a posto non ho toccato i capelli, quindi io non volevo fare nulla di male”.

Spesso TELEFONA ai medici, agli psicologi, al marito e ai familiari, per CONFESSARE eventuali pensieri e comportamenti che il DOC le ha fatto vivere come non giusti. Martina ha bisogno di RACCONTARE, confessare per sentirsi rassicurata e tranquillizzata dagli altri, per sentirsi pulita e a posto.

Martina segue completamente il suo Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Anche dentro casa la vita è un inferno. Le si attivano i pensieri ossessivi che le impediscono di accendere la musica, fare rumore, tenere le tapparelle alzate quando pulisce casa, …

PENSIERI

“… chiudi la finestra e tira la tenda quando pulisci casa, non vorrai farti vedere dal vicino di casa!!
Non accendere la radio, non vorrai mica farti notare dalle persone che salgono le scale, cosa vorresti fare con loro, tradire tuo marito?
Prima di uscire di casa guarda dallo spioncino, assicurati che non ci sia nessuno, non vorrai mica incrociare qualche uomo e andare a letto con lui? …”

EMOZIONI

Dubbi, vergogna, colpa, ansia, paura, un senso di schifo e di sporco l’assale.

COMPULSIONI

Pur di non provare quelle sensazioni, Martina esegue alla lettera gli ordini, i comandi, le indicazioni del DOC, lei non è libera di agire normalmente, ma è come se fosse telecomandata dai pensieri ossessivi.

Questi sono solo alcuni dei pensieri ossessivi che che il cervello le invia da quando Martina apre gli occhi fino alla sera poco prima di coricarsi e spegnere la parte frontale del suo cervello.

I pensieri ossessivi sono di varia natura: pedofili, aggressivi, sessuali. Falsi pensieri il cui contenuto amorale crea disperazione, ansia e umore depresso.

TERAPIA COMPORTAMENTALE

Martina ha iniziato da poco la terapia comportamentale. Finora è diventata consapevole che soffre di un disturbo d’ansia chiamato disturbo ossessivo compulsivo che le invia continui messaggi e la obbliga ad emettere gesti e comportamenti finalizzati a non sentirsi in ansia.

Attribuisce i pensieri ossessivi al DOC, un disturbo biochimico del cervello e come se il cervello fosse bloccato, inceppato e le invia continuamente messaggi . Non è facile, è una lotta, Martina fa uno sforzo cosciente per aggrapparsi alla realtà e andare avanti, ma spesso non è facile e segue il suo disturbo, la sua malattia rafforzandola, cementandola.

Il DOC si nutre delle sue compulsioni.

Martina piange, si dispera, è stanca, vorrebbe non avere quei pensieri ma ciò è utopistico. I pensieri sono automatici, arrivano anche se lei non li desidera, può imparare a gestirlo. Martina vuole essere una donna libera, felice, desidera avere un figlio e ciò le da la forza per andare avanti anche nei momenti di maggior sconforto.

In terapia ci siamo posti degli obiettivi settimanali.

Finora Martina è riuscita a raggiungere i seguenti obiettivi:

- tenere nella borsa sigarette, trucchi e caramelle
- truccarsi prima di uscire di casa
- camminare a passo non veloce
- tenere i piedi dritti
- ascoltare la musica dentro casa
- fare le pulizie con le finestre aperte

Comportamenti normali della vita quotidiana, ma non per Martina. Si attiva il suo DOC che le crea dubbi, perplessità, ansia, insicurezza e quel senso di sporco che la fa sentire “schifosa”, “troia”, non onesta.

Tra i futuri obiettivi ci sarà quello di riconoscere queste emozioni e sensazioni e di accettarle perché non sono reali, non corrispondono alla realtà ma sono brutte sensazioni che il DOC le fa provare come conseguenza dei suoi pensieri.

Martina dovrà diventare un’adolescente ribelle, oppositiva per sfidare il suo disturbo:

“mi dici che se indosso una maglietta attillata io sono una troia. STOP sono pensieri OSSESSIVI dovuti alla mia malattia. Io indosso lo stesso la maglietta perchè voglio essere libera. In questo momento sto provando una sensazione di sporco è normale è il doc che me la fa provare, io indosso la maglietta".

Il cambiamento comportamentale sarà difficile ma è la strada per indebolire sempre di più il suo disturbo, raffreddando la parte frontale del suo cervello.

Per la prossima settimana Martina si è posta l’obiettivo di fumare in macchina.

Credo in lei e le sto vicino

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28.05.08

Disturbo Ossessivo Compulsivo: Pensieri aggressivi

18:29:02, Aree di intervento: Disturbo Ossessivo Compulsivo  

I pensieri aggressivi

Alessia è una ragazza di 20 anni. Presenta continui pensieri di aggressione rivolti verso i suoi genitori e sua sorella. Piange, sta male, prova sensi di colpa perchè vuole bene ai suoi familiari e non vorrebbe avere questi pensieri spiacevoli.

I pensieri arrivano nella sua testa anche se lei non li desidera, sono continui, interferiscono nella sua vita, le tolgono attenzione, concentrazione, le creano ansia e sensi di colpa.

Ma quali sono questi pensieri?

"e se di notte, mi sveglio senza rendermene conto, vado in camera dei miei genitori e li uccido?", "e se prendo un coltello e faccio male a mia mamma?", "e se soffoco mia sorella mentre dorme?"

Ai pensieri si associano le immagini intrusive in cui lei vede la scena che la terrorizza.

Alessia ha la mente invasa dai dubbi: "e se...?", "e se..?" Questi dubbi le creano emozioni negative e la costringono ad emettere dei rituali di controllo per sentirsi rassicurata di non aver ucciso i suoi familiari. Alessia, infatti, controlla se i suoi genitori e se sorella sono vivi, si allontana dagli oggetti che possono fare del male: coltelli, forbici, oggetti pesanti.

Il colloquio e l'osservazione hanno permesso di capire che Alessia soffre di DOC: Disturbo Ossessivo Compulsivo.

I pensieri e le immagini a carattere aggressivo sono rivolti anche verso se stessa: "e se prendo la rincorsa sfondo il vetro e cado di sotto?", " e se poi lo faccio davvero?", "e se alla fine non è un Disturbo Ossessivo Compulsivo e senza rendermene conto mi butto realmente dalla finestra e muoio in una pozza di sangue?". I pensieri sono accompagnati dalle immagini intrusive in cui Alessia vede se stessa che compie il gesto temuto.

E' spaventata da questi pensieri, si sente in colpa, sta male, prova vergogna per il loro contenuto e non riesce a parlarne con nessuno. Si rende conto dell'assurdità di tali pensieri.

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26.05.08

Sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo

16:20:43, Aree di intervento: Disturbo Ossessivo Compulsivo  

Se ti è stata fatta la diagnosi, o è stata fatta ad un tuo caro, di disturbo ossessivo compulsivo (DOC), potrai avere l'impressione di essere l'unica persona a dover fronteggiare le difficoltà e i disagi di tale disturbo. In realtà non sei solo!

Migliaia di persone in Italia soffrono di disturbo ossessivo compulsivo e ancor più ne hanno sofferto in qualche momento della loro vita. Fortunatamente oggigiorno sono disponibili dei trattamenti alquanto efficaci nel debellare il disturbo e nel restituire al paziente DOC la possibilità di ricostruirsi una vita soddisfacente e libera.

Quali sono le ossessioni e le compulsioni più tipiche?

Ossessioni aggressive·
Timore di fare del male agli altri ·Timore di fare del male a sé ·Immagini violente o terrificanti ·Timore di lasciarsi sfuggire oscenità o insulti ·Timore di fare qualcosa di imbarazzante ·Timore di mettere in atto altri impulsi (es. derubare una banca, compiere furti nei supermercati, ingannare il cassiere) ·Timore di essere responsabile di cose che stanno andando male (es. fallimento della compagnia in cui lavora) .Timore che possa accadere qualcosa di terribile (es. un incendio, un furto con scasso, la morte o la malattia di parenti/amici, superstizioni varie) ·

Ossessioni di contaminazione·
Preoccupazioni o disgusto riguardanti perdite o secrezioni corporali (es. urine, feci, saliva) ·Preoccupazione riguardanti sporcizia o germi · Preoccupazione eccessiva riguardante contaminanti ambientali (es. radiazioni, gas, tossici) ·Preoccupazione eccessiva relativa a oggetti domestici (es. detersivi, solventi, animali domestici) ·Preoccupazione di ammalarsi ·Preoccupazione di fare ammalare altre persone (in senso eteroaggressivo)

Ossessioni sessuali·
Pensieri, immagini o impulsi sessuali proibiti o perversi ·Contenuto riguardante bambini ·Contenuto riguardante animali ·Contenuto incestuoso ·Contenuto omosessuale ·Comportamento sessuale rivolto verso gli altri (in senso eteroaggressivo) ·

Ossessioni di accumulo/collezione

Ossessioni religiose

Ossessioni con necessità di simmetria, esattezza e ordine

Ossessioni varie·
Necessità di conoscere o ricordare ·Timore di dire certe cose · Timore di non dire le cose esattamente ·Immagini intrusive (neutre) · Suoni, parole o musica intrusive prive di significato ·Numeri fortunati/sfortunati ·Colori con significato speciale · Altre Ossessioni somatiche

Compulsioni di pulizia e lavaggio
·Lavaggi delle mani eccessivi o ritualizzati · Fare la doccia, il bagno, lavarsi i denti o strofi- narsi in modo eccessivo o ritualizzato · Compulsioni riguardanti la pulizia di articoli casalinghi o di altri oggetti inanimati ·Altri provvedimenti per rimuovere il contatto con i contaminanti ·Altri provvedimenti per rimuovere i contaminanti

Compulsioni di calcolo

Compulsioni di controllo·

Controllo di porte, serrature, stufe, apparecchi di uso domestico, freno di emergenza dell’auto, etc ·Controllare di non aver fatto o di stare per fare male agli altri ·Controllare di non aver fatto o di stare per fare male a se stessi ·Controllare che non stia per accadere qualcosa di terribile · Controllare la presenza di contaminati

Altre Rituali di ripetizione·
Entrare/uscire dalla porta, alzarsi e risedersi sulla sedia, etc ·
Compulsioni di riordinamento/organizzazione

Compulsioni di accumulo/collezione

Compulsioni somatiche

Compulsioni varie
·Rituali mentali (diversi dal controllare/contare) ·Bisogno di dire, chiedere o confessare · Bisogno di toccare ·Provvedimenti per prevenire: eventi negativi a se stessi ·(Non controllando) eventi negativi agli altri, conseguenze terribili


L’Istituto Nazionale di Salute Mentale (NIHM) ha mostrato, dopo varie ricerche, che le persone affette da DOC sono più del 2% di tutta la popolazione, indicando così che il DOC è più comune di altre malattie psichiatriche quali schizofrenia, disturbo bipolare o disturbo da attacchi di panico.

Il DOC colpisce, indistintamente, persone di entrambi i sessi, di tutte le età, di tutte le etnie, di tutte le religioni e di tutti i livelli socio-culturali.

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10.03.08

Il trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo: metodo autoterapico dei Quattro gradini

13:47:05, Aree di intervento: Disturbo Ossessivo Compulsivo  

La terapia dei QUATTRO GRADINI

Le persone che soffrono di DOC adottano comportamenti apparentemente strani e bizzarri (contare, lavarsi, pulire, controllare, ...) per allevviare lo stato di tensione creato dalle ossessioni e in alcuni casi per evitare catastrofi temute.

La persona che soffre di DOC non vorrebbe più avere le ossessioni, ma questa aspettativa è inutile, in quanto i pensieri sono automatici e si presentano comunque nella mente.

Il Metodo autoterapico dei Quattro Gradini sarà di grande aiuto per aumentare l'autocontrollo, potenziare la forza di volontà, vi servirà per controllare i pensieri e i comportamenti intrusivi dovuti dal Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Invece di agire impulsivamente (come se foste niente di più di un burattino) quando idee o impulsi si insinuano dentro di voi, potrete addestrarvi a rispondere in modo diverso.

La terapia si basa su quattro gradini:

Primo gradino: RIDEFINIRE

Ridefinire risponde alla domanda: Che cosa sono questi pensieri che mi assillano e mi angosciano?

Dovete ridefinire questi pensieri, impulsi e comportamenti indesiderati, dovete chiamarli con il loro vero nome: sono ossessioni e compulsioni.

Dovete fare uno sforzo cosciente per tenervi fermamente ancorati alla realtà.

I vostri pensieri e impulsi sono sintomi del DOC e non nascono da una reale necessità.

E' come se il cervello si fosse inceppato ed invia continui messaggi di pericolo. Capire che non siamo noi che desideriamo contare, pulire o altro ancora ma è il DOC, è il nostro disturbo, è la nostra patologia che parla e ci comanda di fare e disfare.

La persona potrà dirsi: “Non credo o sento che le mie mani siano sporche; invece ho l’ossessione che siano così” o “Non avverto il bisogno di controllare quella serratura; invece sto provando un impulso coatto a verificarla”.

SECONDO GRADINO - RIATTRIBUIRE

Alle domande: “Perché questi pensieri non spariscono?”, “A che cosa devo attribuirli?”

La persona imparerà a dirsi che essi persistono, perché sono sintomi del disturbo ossessivo compulsivo, patologia che, come è stato scientificamente dimostrato, dipende da uno squilibrio biochimico che manda in tilt la mente.

TERZO GRADINO - RIMETTERE A FUOCO

La persona imparerà a cambiare le proprie risposte comportamentali, adottando un comportamento utile, costruttivo e piacevole per “aggirare” i pensieri ossessivi e per reprimere l’impulso ad assumere un comportamento coatto.

La persona deve compiere lo sforzo di rivolgere l’attenzione da un’altra parte e di mettere in atto azioni funzionali e alternative: attività sportiva, passeggiare, ascoltare musica, ecc..

Quando il cervello invia un messaggio non veritiero, i pazienti devono in primo luogo ridefinirlo e successivamente riattribuirlo: “non sono pensieri reali ma pensieri ossessivi, cioè falsi messaggi che il cervello invia”.

Per combattere le compulsioni, la persona deve applicare la regola del quarto d’ora: aspettare quindici minuti prima di mettere in atto un comportamento coatto. Nel frattempo, deve svolgere un’attività picevole. Al termine dei quindici minuti, rivalutare se è il caso di emettere il comportamento o aspettare altri quindici minuti.

QUARTO GRADINO - RICONSIDERARE

La persona imparerà a considerare i sintomi ossessivi – compulsivi come distrazioni prive di senso che devono essere ignorate, quindi, svalutate.

Tali sintomi vengono provati contro la propria volontà, anche se sono il prodotto della nostra mente. La persona dovrebbe dirsi: “Questo è un sintomo del mio disturbo ossessivo compulsivo. Non ci credo, perché non è quello che penso e voglio”.

E' chiaro che chi soffre di Disturbo Ossessivo Compulsivo verrà costantemente allenato a mettere in pratica i quattro gradini. E' difficile credere che da solo riuscirà a resistere nel mettere in pratica le compulsioni visto il livello di ansia che prova in seguito alle ossessioni.

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04.12.07

Il mio Disturbo Ossessivo Compulsivo: conto, addiziono, sottraggo e faccio patti con il diavolo

14:38:57, Aree di intervento: Disturbo Ossessivo Compulsivo  

Il mio Disturbo Ossessivo Compulsivo: conto, addiziono, sottraggo e faccio patti con il diavolo
Mi chiamo Sara ho trenta anni.

Mi capita di fare delle stranezze:

1) Quando sono ferma al semaforo, addiziono i numeri della targa della macchina che ho di fronte. Il numero finale lo trasformo in una lettera dell’alfabeto. Es: 364, la somma è 13, la lettera corrispondente è O. Se non faccio la somma ho paura che mi capiti qualche disgrazia.

2) Prima di salire i gradini, li devo contare e poi trovare la lettera dell’alfabeto corrispondente.

3) Mi vengono in mente continui ed assillanti pensieri che ho venduto l’anima al diavolo, ho fatto patti con il diavolo. Per cui non sono contenta quando le cose mi vanno bene: trovo un lavoro, vado d’accordo con il fidanzato, …, perché il mio Disturbo Ossessivo Compulsivo mi manda continui pensieri che se le cose mi vanno bene è dovuto al fatto che ho fatto un patto di sangue con il diavolo.

Terapia cognitivo comportamentale

Fase psicoeducazionale: in una prima fase, Sara imparerà a conoscere il Disturbo Ossessivo Compulsivo, sintomi tipici, caratteristiche e potrà leggere libri specifici sul suo disturbo;

Rilassamento e respirazione diaframmatica: tali tecniche sono importanti per gestire l'ansia che Sara potrà provare.

Lavoro sulla motivazione: Sara farà un elenco dei vantaggi che potrà ottenere se sarà libera dal Disturbo Ossessivo Compulsivo. Immaginare la realizzazione dei vantaggi aiuterà Sara a superare i momenti di maggior sconforto e la renderanno più ostinata a seguire la terapia.

Elenco degli obiettivi: verranno elencati gli obiettivi concreti, specifici e realizzabili che Sarà vorrà raggiungere.

Esposizione e prevenzione della risposta: Sara avrà il compito di salire e scendere le scale senza contare i gradini. Se avrà dubbi e pensieri ossessivi sulle possibili disgrazie a cui andrà incontro, dovrà dirsi con forza "non mi interessa, sono solo pensieri ossessivi, non sono la realtà".
Si dovrà esporre a tutte le situazioni senza emettere le compulsioni.

Esposizione ai pensieri ossessivi terapeuta e Sara registrano sul nastro tutti i pensieri ossessivi, le paure, i dubbi. Sara avrà il compito di riascoltare il nastro più volte nell'arco della giornata, monitorare il livello di ansia provato. Alla fine per un processo di assuefazione, Sara si sarà abituata e l'ansia inizierà a diminuire di intensità fino a scomparire.

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Starbene: psiche-corpo

Dott.ssa Maria Narduzzo
Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Terapeuta EMDR
Docente dell'Istituto Watson
P.Iva 09100990010
Cell 3337130974
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