Categoria: Depressione Maggiore

16.12.07

Libera dalla depressione: la via della positività

22:49:36, Aree di intervento: Depressione Maggiore  

Mi sono liberata dai pensieri negativi con la terapia cognitivo comportamentale

I pensieri negativi hanno dominato la mia vita per molto tempo e senza che io me ne rendessi conto, questo ha influito sul mio umore.

Ogni sbaglio era ingigantito e ogni successo minimizzato. Ogni lode era filtrata dal pensiero: “mi lodano perché non sanno come sono veramente, se lo scoprissero non avrebbero nessuna stima di me”.

Pur non facendo nulla di male, mi sentivo profondamente indegna. Non riuscivo a vedere le cose buone che facevo, ma solo quelle che non riuscivo a fare, così che mi sentivo sempre più inetta e oppressa da un grave peso.

Ero convinta di avere questi pensieri a causa della depressione e non capivo che erano questi pensieri a farmi sentire depressa.

Ero attratta da film, libri e canzoni tristi, mi crogiolavo in questi sentimenti senza capire il male che mi stavo facendo.

Ora mi sento come se avessi gettato un grande fardello, sono felice, serena, allegra, accetto con gioia le lodi che mi vengono fatte, ho imparato a ridere dei miei errori, ho imparato che per essere forti non è necessario fare sempre tutto giusto perché tutti sbagliano.

Non lascio più soffermare la mente su cose tristi o negative, ma penso alle molte cose belle che ho, alle persone che mi vogliono bene e che mi apprezzano.

Scaccio il pensiero negativo che ogni tanto si affaccia nella mia mente e che mi dice: “chissà quali avvenimenti brutti mi aspettano”.

Cerco di godere delle cose belle che ho oggi e di pensare che dietro l’angolo potrebbero esserci cose ancora più belle.

Giuliana A.

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27.10.07

Gli errori cognitivi che determinano il modo di pensare di una persona depressa

Quali sono gli errori cognitivi di una persona depressa, che condizionano i suoi pensieri ed i suoi modi di ragionare?

DEDUZIONE ARBITRARIA

La persona depressa giunge ad una determinata conclusione in asseza di prove che la sostengono. "Non mi ha telefonato perchè non gli interesso più"

ASTRAZIONE SELETTIVA

Tale errore consiste nel concentrarsi su un particolare, ignorando aspetti più importanti della stessa situazione. Filtri la realtà quando pensi solo ai tuoi punti deboli e trascuri i tuoi punti di forza.

GENERALIZZAZIONE ECCESSIVA

La persona depressa giunge ad una conclusione sulla base di uno o più episodi isolati ed applica poi tale concetto ad altre situazioni. "Sono stato bocciato una volta, mi bocceranno sempre". Fai attenzione a quanto spesso usi parole come sempre, mai, tutti, tutto, nessuno, niente. Chiediti se la situazione è davvero così estrema.

INGIGANTIRE, CATASTROFIZZARE

Vi è la tendenza ad enfatizzare i propri sbagli e gli errori commessi, in modo esagerato. "Non potrebbe andare peggio di così", "E' terribile, insopportabile, irrimediabile", "E' una catastrofe".

MINIMIZZARE

La persona depressa tende a non considerare o a svalutare le proprie abilità e capacità ed in generale se stesso."Questo compito era facile, ci sarebbe riuscito anche un bambino".

PERSONALIZZAZIONE

Tale errore cognitivo si riferisce alla tendenza della persona depressa a porre gli eventi esterni in relazione a se stesso. Soprattutto egli si ritiene la causa degli eventi negativi. "E' colpa mia se il nostro matrimonio è finito", "Sono io che gli ho rovinato la vita", "E' arrabbiato per colpa mia".

PENSIERO ASSOLUTISTICO, DICOTOMICO

La persona depressa, a causa di tale errore cognitivo, tende a collocare tutte le sue esperienze in due categorie opposte: perfetto-difettoso, capace-incapace, santo-peccattore, bianco-nero. Chi ragiona così, se subisce un furto, può concludere che il mondo è un posto sempre insicuro o che non ci si può fidare.

LEGGERE LA MENTE, INTERPRETARE

La persona depressa tende a dare per scontato cosa pensa un altro senza chiederlo a lui direttamente. "Sono sicura che pensa che sono noioso e non vuole invitarmi più".

PENSARE CHE ORMAI è TROPPO TARDI PER CAMBIARE

Pensa a quante volte ti sei detto questa frase in passato, mentre ora ti rendi conto che allora eri ampiamente in tempo per cambiare. Andare dietro a questa frase comporta sfiducia e rende alla fine difficile il cambiamnto, ma nella vita è importante mettersi in discussione, darsi delle opportunità, rimettersi in gioco. Non è maai troppo tardi.

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30.07.07

Quali sono le complicazioni (le conseguenze) della depressione?

14:27:51, Aree di intervento: Depressione Maggiore  

La complicazione più grave del disturbo depressivo maggiore è il suicidio, che interessa il 15% dei pazienti; il rischio suicidario aumenta soprattutto nei soggetti oltre i 55 anni di età.

Ulteriori complicazioni includono le difficoltà matrimoniali, genitoriali, sociali e professionali.

La malattia soprattutto nelle sue forme ricorrenti e cronoche, può comportare una diminuzione della produttività lavorativa, assenteismo, mancato impiego e soprattutto nelle donne, difficoltà nel gestire la propria casa e incapacità di adempiere al ruolo genitoriale atteso.

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Una persona che ha sofferto di depressione può rivivere un altro episodio depressivo?

14:25:13, Aree di intervento: Depressione Maggiore, Disturbo Distimico  


Alcune persone possono manifestare un singolo episodio di disturbo depressivo maggiore nel corso della loro vita, con un completo ritorno al funzionamento premorboso.

Viene stimato, però, che una percentuale che va dal 50% all’85% delle persone che hanno vissuto un tale episodio avrà un altro episodio depressivo, in questi casi, verranno soddisfatti i criteri per il disturbo depressivo maggiore ricorrente.

Le persone con disturbo depressivo maggiore sovrapposto a distimia hanno maggiore probabilità di avere episodi ricorrenti di disturbo depressivo maggiore, rispetto a quelli senza distimia.

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Esordio e decorso della depressione

14:23:08, Aree di intervento: Depressione Maggiore, Disturbo Distimico  


Tra i 20 e i 30 anni esordisce la maggior parte dei disturbi depressivi maggiori, anche se il disturbo può cominciare a qualsiasi età.

I sintomi del disturbo depressivo maggiore si sviluppano tipicamente nel corso di alcuni giorni o settimane.

I sintomi prodromici, inclusi ansia generalizzata, attacchi di panico, fobie o sintomi depressivi che non raggiungono la soglia diagnostica, possono manifestarsi alcuni mesi precedenti.

Tuttavia, in alcuni casi, un disturbo depressivo maggiore può svilupparsi improvvisamente (per esempio, quando è associato ad un grave stress psicosociale).

Anche la durata di un episodio depressivo maggiore è variabile. Tipicamente, l’episodio, se non è trattato, dura 6 mesi o più.

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Starbene: mente-corpo

Dott.ssa Maria Narduzzo
Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Terapeuta EMDR
Docente dell'Istituto Watson
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