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18.09.07

Cura della Bulimia Nervosa: il trattamento cognitivo comportamentale

23:49:46, Aree di intervento: Bulimia Nervosa  

La terapia cognitivo-comportamentale della bulimia nervosa punta a cercare di modificare l’idea che il peso e le forme corporee costituiscono l’unico o il principale fattore in base al quale calcolare il proprio valore personale.

Il trattamento prevede tre fasi:

1 La prima fase si propone di fornire informazioni sul disturbo: sintomi, caratteristiche tipiche e complicazioni delle abbuffate e delle condotte utilizzate per perdere peso.

Nell'ottica di acquisire informazioni, per arrivare ad una maggiore consapevolezza del proprio comportamento alimentare, la persona che soffre di bulimia compila il diario alimentare .

Il diario è costruito a colonne in cui viene segnata l’ora in cui si mangia, il cibo e le bevande consumate, il luogo dove sono stati consumati i cibi, le eventuali abbuffate, uso di vomiti, lassativi e/o diuretici, durata dell’attività fisica e l’ultima colonna è utile per scrivere ciò che può aver influenzato l’alimentazione eccessiva, i pensieri e le emozioni provate.

In questa fase si cercherà di ridurre le abbuffate regolarizzando la frequenza dei pasti e utilizzando attività alternative.

2 La seconda fase mira a rendere stabile il comportamento alimentare attraverso la normalizzazione delle porzioni e la scelta della qualità degli alimenti, e a ridurre l’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee.

Pianificare l’alimentazione

Quanto mangiare:

• 3 pasti al giorno più 1 spuntino
• non lasciare passare più di 4/5 ore tra un pasto e l’altro
• non saltare i pasti e gli spuntini
• non mangiare tra un pasto e l’altro
• se la persona sente di aver perso il controllo, ciò non deve essere vissuta come una catastrofica

Quanto:

• fare giuste porzioni, all’inizio facendoti aiutare da qualcuno

Che cosa mangiare:

• Seguire il Menù più indicato per la persona dove sono indicate le quantità e i gruppi alimentari.

Dove mangiare:

• Seduta a tavola con altre persone

In quanto tempo:

• Consumare il pasto in 45-60 minuti.

Alimentazione meccanica

MANGIARE MECCANICAMENTE significa cercare di attribuire il proprio comportamento alimentare non ai propri pensieri problematici sul peso, aspetto fisico ecc., ma al fatto che si sta seguendo un programma terapeutico. Mangiare meccanicamente serve a non perdere il controllo sul cibo e non ingrassare. Il cibo deve essere considerato come una medicina che va assunta indipendentemente da ciò che si pensa o si sente.

“Sapere che tutto è programmato all’inizio della settimana, per cui la persona con bulimia sa cosa comprare e cosa mangiare, tranquillizza tantissimo”.

3 La terza fase prevede l’applicazione di procedure finalizzate a prevenire le ricadute, a mantenere i risultati raggiunti durante il trattamento e alla preparazione della fine della terapia.

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Trattamento cognitivo comportamentale della fobia sociale

01:03:34, Aree di intervento: Fobia Sociale  

Di seguito verranno riportati esempi di esposizioni in vivo effettuate con un paziente, il cui nome è di pura fantasia.

Esposizioni in vivo, all’interno della stanza

• Parlare davanti ad una telecamera, vedendo la propria immagina nello schermo del televisore.

Alessio aveva il compito di presentare se stesso e di parlare dei suoi hobby e del suo lavoro per 5 minuti. Il primo pensiero negativo era “e se mi blocco e non so cosa dire?” Tale pensiero era associato ad uno stato d’ansia iniziale caratterizzato da sintomi fisici di tremore e nodo in gola. Alessio cercava di rimanere calmo, tenendo le proprie mani strette. Il rivedere la registrazione ha portato alla conclusione che la prova era andata bene, Alessio, infatti, era riuscito a parlare e il suo disagio interno non era così visibile dall’esterno, come lui temeva. La paura del giudizio degli altri si origina dal timore che le proprie sensazioni fisiche possano essere notate dagli altri e da come gli altri osservano e giudicano le sue prestazioni.

• Parlare per 5 minuti in presenza di due e poi quattro persone

• Leggere un testo davanti a quattro persone, prima seduto e poi in piedi, per 5 minuti

• Esagerare i propri errori davanti alla telecamera.

Questa esposizione è stata particolarmente divertente, in quanto Alessio ha intenzionalmente esagerato gli errori per imparare a ridere di se stesso e per sdrammatizzare le situazioni.
Abbiamo simulato un importante colloquio di lavoro, in cui lui era il candidato. Alessio ha inciampato tra la sedia e il tavolo, ha sbagliato i verbi ed improvvisamente aveva dei vuoti di memoria per cui non riusciva più a parlare.

In un’altra simulata, io ero la mamma della fidanzata
In primo momento, Alessio si è comportato come solitamente fa nella realtà: composto, gentile, sorridente, molto interessato a tutti gli acciacchi della signora e molto preoccupato di fare una bella impressione di sé.
In un secondo momento, Alessio faceva la parte della persona tranquilla: si era seduto comodamente sulla poltrona, rifiutava in modo assertivo di mangiare, nonostante le mie insistenze e sdrammatizzava in modo umoristico i suoi sintomi, piuttosto che controllarli e gestirli.

Nel rivedere le riprese, Alessio era risultato molto più simpatico e piacevole nella seconda versione.

Esposizioni all’esterno con terapeuta

1. Bere un caffè al bar

Durante le esposizioni viene monitorato costantemente il livello di ansia prima, durante e dopo aver affrontato la situazione. Vengono, inoltre, individuate le preoccupazioni. Nel caso specifico, Alessio aveva i seguenti pensieri negativi: “e se tremo?”, "e se non riesco a bere?”,“non riesco a bere, che figura”, “gli altri mi guardano”, “chi sà cosa ha pensato il cameriere?”. Si osservano i comportamenti, le strategie e gli evitamenti del paziente: Stringe la tazzina, Sorseggia il caffè, Lascia del caffè, Si guarda intorno.

Alla fine del trattamento, Alessio aveva imparato a parlarsi in modo più positivo e competitivo: "pazienza, vada come vada” “non m’importa, vado tranquillo", “ho capito, che finora mi sono complicato la vita”. E' cambiato anche il comportamento: Alessio si concentra sulla conversazione, parla, ride e racconta di sè.

2. Mangiare al ristorante, in presenza di poche e poi tante persone.

• Nelle prime esposizioni era presente un’intensa ansia anticipatoria, con pensieri negativi: “ e se sto male, e se non mangio, e se il cameriere mi fa domande” e sintomi fisici. Con la terapia, Alessio aveva imparato a respirava in modo lento e tranquillo e si ripeteva, prima di arrivare al ristorante, risposte razionali per contrastare il suo dialogo interno negativo: “Se sto male pazienza, mi alzo e vado a prendere una boccata d’aria”, “non sono obbligato a mangiare”, “al cameriere dirò: non ho più fame, grazie”.

• Durante l’esposizione, Alessio aveva imparato a concentrarsi sulla chiacchierata e sugli oggetti presenti nel locale.

• Al termine delle esposizioni venivano discusse le eventuali difficoltà, ma soprattutto sono state sottolineate e rafforzate le abilità acquisite e i successi raggiunti.

Alessio ha compreso l’importanza dell’esposizione costante per abituarsi all’ansia e per sentirla sempre meno intensa.

3. Provare abiti.

Alessio era inizialmente spaventato dall’idea di poter stare male, proprio mentre provava i pantaloni, per cui non sarebbe riuscito ad uscire immediatamente dal negozio. In realtà l’esposizione è andata bene con livelli d’ansia molto bassi, ciò ha portato alla comprensione che l’ansia anticipatoria fa vivere le situazioni con molta ansia, ma una volta affrontate l’ansia diminuisce e ci si sente gratificati dal successo ottenuto.

4. Andare in un’agenzia di viaggi per richiedere un preventivo.

L’idea di rimanere troppo tempo all’interno del locale, la paura di non saper cosa dire e di balbettare, spaventava Alessio che è, invece, riuscito ad affrontare la situazione.

5. Prendere il pullman.

Alessio aveva il compito di diminuire l’attenzione su se stesso, prestando maggiore attenzione ai particolari dell’ambiente circostante, alle persone e parlando con me. Questa tecnica è stata utile per capire che l’attenzione focalizzata su se stessi e quindi sui sintomi e gli evitamenti attivano e mantengono il problema.

Esercizi antivergogna

Per contrastare gli schemi rigidi di comportamento e per superare la paura del giudizio, in accordo con Alessio, abbiamo effettuato alcuni esercizi antivergogna:

• Chiedere l’ora ad un passante
• Chiedere un’informazione: dov’è Via Roma?
• Chiedere un’informazione: dov’è c.so Vinzaglio, trovandosi già nella via
• Chiedere una sigaretta
• Andare in un negozio, guardare la merce e non comprare
• Saltellare su un piede davanti alle persone che passeggiavano
• Chiedere ad una persona per strada dove ha comprato qualcosa che indossa
• Entrare in un bar, chiedere un bicchiere d’acqua del rubinetto ed uscire
• Entrare in un bar, chiedere di usare la toilette ed uscire senza ordinare nulla

L’esposizione non solo è stata divertente, ma ha soprattutto permesso di capire personalmente che le brutte figure non sono poi così drammatiche, se vengono vissute con ironia. E’ stato discusso con Alessio quanto il dialogo interno negativo, il modo di vivere, interpretare e dare significato agli eventi, condiziona e spesso permette di costruire dei muri tra noi e le persone. Alessio all’inizio diceva tra le lacrime che le persone gli facevano paura. Adesso ha capito che non deve evitare le persone, ma deve evitare di dare troppa importanza al giudizio, se vuole vivere sereno e in modo spontaneo .

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Cura della fobia sociale

00:29:57, Aree di intervento: Fobia Sociale  

La terapia cognitiva comportamentale risulta essere un trattamento efficace per la cura della fobia sociale.

Gli obiettivi dell’intervento sono i seguenti:

Ridurre l’ansia anticipatoria che la persona prova prima di affrontare una situazione sociale

Eliminare la paura delle proprie risposte fisiologiche

Abituarsi e/o gestire i sintomi dell’ansia attraverso il rilassamento e la respirazione lenta diaframmatica

Cambiare il proprio dialogo interno negativo: la persona con fobia sociale ha mille dubbi e preoccupazioni legate alla paura di fare una brutta figura e di poter stare male. Tali pensieri negativi verrano inizialmente identificati e successivamente sostituiti con pensieri positivi, razionali e competitivi

Esporsi gradualmente a tutte le situazioni sociali evitate o vissute con disagio

Migliorare le abilità sociali: il trattamento prevede di insegnare nuove abilità assertive, utili per non subire passivamente e non aggredire gli altri. La persona con fobia sociale potrà, così, acquisire o potenziare le sue abilità sociali utili per migliorare la comunicazione con gli altri

Aumentare l’autostima. Se la persona si espone costantemente alle situazioni sociali acquisterà maggiore sicurezza ed aumenterà il proprio livello di autostima

Imparare ad ironizzare, sdrammatizzare le situazioni, non dando eccessiva importanza al giudizio degli altri.

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Starbene: mente-corpo

Dott.ssa Maria Narduzzo
Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Terapeuta EMDR
Docente dell'Istituto Watson
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