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19.09.07

Encopresi: caratteristiche tipiche

13:41:26, Aree di intervento: Encopresi  

L’Encopresi è la ripetuta evacuazione di feci in luoghi inappropriati (per es., nei vestiti o sul pavimento).

La maggior parte delle volte ciò è involontario, ma occasionalmente può essere intenzionale. Consideriamo tutte le attenzioni (vantaggi secondari) che il bambino potrà ricevere subito dopo: verrà lavato e cambiato. In alcuni casi l'encopresi potrebbe essere l'occasione per ricevere le attenzioni dei genitori.

Si parla di encopresi se ciò si verifica almeno 1 volta al mese per almeno 3 mesi, e l’età cronologica del bambino deve essere di almeno 4 anni (o per bambini con ritardi di sviluppo, un’età mentale di almeno 4 anni).

Non si parla di encopresi se l'evacuazione delle feci è dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., lassativi) o di una condizione medica generale.

Quando l’evacuazione di feci è involontaria piuttosto che intenzionale, è spesso connessa a costipazione, intasamento e ritenzione, con successiva incontinenza da sovrariempimento. La costipazione può svilupparsi per motivi psicologici (per es., ansia riguardante il defecare in un posto particolare, o una modalità più generale di comportamento ansioso o oppositivo), che portano ad evitare la defecazione.

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Enuresi: caratteristiche tipiche

13:37:25, Aree di intervento: Enuresi  

L’Enuresi è una ripetuta emissione di urine durante il giorno o di notte, nel letto o nei vestiti.

La maggior parte delle volte ciò è involontario, ma, occasionalmente può essere intenzionale. Basti pensare a tutti i vantaggi secondari che il bambino potrà ottenere subito dopo essersi bagnato: viene cambiato, lavato e potrà dormire nel lettone con mamma e papà, se ciò capita di notte. Quindi, il bambino riceve attenzione che può rinforzare e mantenere l'enuresi. Nei casi in cui il bambino venga riproverato, riceve comunque attenzione, anche se in negativo.

Perché sia autorizzata una diagnosi di Enuresi, l’emissione di urine deve avvenire almeno due volte alla settimana per almeno 3 mesi, o altrimenti deve causare disagio clinicamente significativo o interferire negativamente dell’area sociale, scolastica (lavorativa), o di altre aree importanti del funzionamento. Il bambino evita di dormire a casa di amici per la paura di bagnare il letto o teme che la situazione spiacevole si possa verificare a scuola, per cui potrebbe voler rimanere a casa.

Per parlare di enuresi, la persona interessata deve aver raggiunto un’età in cui è previsto il controllo della minzione (cioè, l’età cronologica del bambino deve essere di almeno 5 anni o, per i bambini con ritardi di sviluppo, deve esservi un’età mentale di almeno 5 anni).

Un altro criterio molto importante da tenere in considerazione riguarda l'esclusione di sostanze o farmaci che possano indurre l’incontinenza urinaria (per es., diuretici) o di una condizione medica generale (per es., diabete, spina bifida).

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Starbene: mente-corpo

Dott.ssa Maria Narduzzo
Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Terapeuta EMDR
Docente dell'Istituto Watson
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