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14.10.07

Trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress: la terapia cognitivo comportamentale

23:28:40, Aree di intervento: Disturbo Post Traumatico da Stress  

Trattamento

L’intervento cognitivo-comportamentale porta ad una progressiva riduzione dell’ansia e degli altri sintomi correlati all’evento traumatico, e nello specifico prevede l’applicazione delle seguenti tecniche:


- l’esposizione in immaginazione, questa tecnica è basata sull’esposizione del soggetto al ricordo del trauma attraverso resoconti verbali e immaginativi;

- l’esposizione in vivo, ossia il confronto graduale e controllato con quelle situazioni ansiogene precedentemente evitate dal soggetto;

- la terapia cognitiva, che si concentra sulle credenze e assunzioni del soggetto circa se stesso, gli altri e il mondo, procedendo ad una ristrutturazione cognitiva dei pensieri distorti dopo aver effettuato un assessment specifico e accurato.


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Situazioni evitate o temute da chi soffre di fobia sociale

23:22:44, Aree di intervento: Fobia Sociale  

Le situazioni sociali in cui le persone affette da questa patologia mostrano maggiormente i propri sintomi sono le seguenti, anche se comunque esse possono variare anche notevolmente da soggetto a soggetto:

Parlare in pubblico
Mangiare o bere in pubblico
Andare alle feste
Scrivere o firmare in pubblico
Guardare negli occhi la gente
Iniziare e poi mantenere una conversazione
Essere presentati ad altre persone
Effettuare chiamate telefoniche
Dare o difendere le proprie opinioni
Incontrarsi con persone sconosciute, del sesso opposto o da cui sono attratte
Essere in spazi chiusi dove c'è gente
Parlare in un gruppo piccolo
Parlare con persone di autorità
Fare o accettare complimenti

La fobia sociale può essere definita generalizzata se le paure vengono sperimentate nella quasi totalità delle situazioni sociali, mentre può essere definita specifica se l'ansietà viene sperimentata solo in determinate situazioni sociali, che possono variare da soggetto a soggetto

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Sintomi della fobia sociale

23:16:51, Aree di intervento: Fobia Sociale  

sintomi della fobia sociale, sperimentati dai soggetti nelle varie situazioni sociali, sono per lo più i seguenti:

Ansia, talvolta associata anche ad attacchi di panico
Ansietà intensa di fronte a gruppi di persone
Ansia anticipatoria, che cioè viene provata prima di trovarsi nella situazione temuta
Arrossimenti
Tremori di mani, piedi o voce
Sudorazione eccessiva (specialmente nelle mani)
Palpitazioni e brividi
Timore di arrossire o balbettare
Timore di essere osservati e valutati negativamente dagli altri
Timore di essere visti come deboli, ansiosi, pazzi o stupidi
Timore che le proprie opinioni possano non interessare agli altri
Timore di non essere in grado di comportarsi in modo adeguato nelle situazioni sociali
Tendenza ad evitare le situazioni sociali che metterebbero in imbarazzo (tendenza all'isolamento)
È importante notare che gli individui affetti da fobia sociale riconoscono comunque che le loro paure sono esagerate, eccessive e irrazionali.

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Quando è giusto intervenire per curare le difficoltà di lettura

22:53:24, Aree di intervento: Difficoltà nella lettura - Dislessia  

Sebbene i sintomi di difficoltà di lettura possano insorgere anche all’asilo, il Disturbo della Lettura è di rado diagnosticato prima della fine dell’asilo o dell’inizio delle scuole elementari perché l’insegnamento formale della lettura di solito non inizia prima di questo livello nella maggior parte degli ambienti scolastici.

Specie quando il Disturbo della Lettura è associato con un QI alto, il bambino può funzionare al livello della classe o quasi nelle prime classi e il Disturbo della Lettura può non essere pienamente evidente fino alla quarta elementare o oltre.

Spesso troviamo ragazzi delle scuole medie le cui difficoltà scolastiche non sono state diagnosticate precocemente per cui hanno accumulato anni di fatiche e di insuccessi.

Con la diagnosi e l’intervento precoce, la prognosi è buona in una percentuale significativa di casi. Il Disturbo della Lettura può persistere nell’età adulta.

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Cause della DISLESSIA

22:34:49, Aree di intervento: Difficoltà nella lettura - Dislessia  

Quali sono le cause della dislessia?

La dislessia è dovuto a disabilità cognitive di base che sono frequentemente di origine costituzionale, quindi di origine genetica.

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DISLESSIA: difficoltà nella lettura

22:32:46, Aree di intervento: Difficoltà nella lettura - Dislessia  

Che cos'è la dislessia?

La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento e consiste nella difficoltà da parte del bambino di leggere e scrivere in modo corretto e fluente, nonostante un’istruzione adeguata. La dislessia non è causata da un deficit di intelligenza, né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici. Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacità ed energie, perché non può farlo in maniera automatica, perciò si stanca velocemente, commette errori e rimane indietro. La difficoltà nella lettura spesso si accompagna a problemi nella scrittura, nel calcolo e anche in altre attività mentali. I bambini con dislessia sono intelligenti, di solito vivaci e creativi. E’ ancora diffusa la tendenza a considerare queste difficoltà come caratteristiche tipiche di un bambino svogliato, che potrebbe fare di più, ma non si applica abbastanza nelle attività.

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Richiesta di consulenza per i Disturbi Specifici dell'Apprendimento

22:24:57, Aree di intervento: Disturbi Specifici dell'Apprendimento  

Tendenzialmente i genitori si rivolgono ad uno psicologo, perchè hanno notato personalmente delle difficoltà che il figlio presenta a livello scolastico. In altre situazioni, gli insegnanti evidenziano difficoltà di apprendimento, per cui sensibilizzano i genitori affinchè si rivolgano ad uno psicologo.

Nel primo colloquio CON I GENITORI, lo psicologo raccoglie informazioni sul minore e sul disturbo.

Nel secondo colloquio lo psicologo vede IL BAMBINO/RAGAZZO. All'inizio sarà importante dedicare tempo per creare una buona relazione con il minore. In seguito verrà effettuata una raccolta di informazoni per valutare:

1. LE FUNZIONI COGNITIVE PRIMARIE:

PERCEZIONE
ABILITA’ VISUO SPAZIALI
PRASSIE
MEMORIA
LINGUAGGIO
ATTENZIONE

Tale valutazione viene effettuata tramite la somministrazione di PROVE STANDARDIZZATE ES. WISH

2. I PROCESSI DI APPRENDIMENTO SCOLASTICO:

LETTURA
SCRITTURA
CALCOLO
COMPRENSIONE E PROBLEM SOLVING

Tale valutazione viene effettuata tramite la somministrazione di PROVE STANDARDIZZATE

3. GLI ASPETTI EMOTIVO RELAZIONALI

AUTOSTIMA
MOTIVAZIONE
INDAGINE DELLE RELAZIONI INTERPERSONALI

Tale valutazione viene effettuata tramite COLLOQUIO, OSSERVAZIONE, PROVE STANDARDIZZATE,
GIOCHI

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Starbene: mente-corpo

Dott.ssa Maria Narduzzo
Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Terapeuta EMDR
Docente dell'Istituto Watson
P.Iva 09100990010
Cell 3337130974
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